La provincia di Vibo Valentia.
In posizione centrale nella regione Calabria, il Vibonese, ovvero la provincia di Vibo Valentia, comprende parte delle Serre, Capo vaticano, fino al golfo di S. eufemia a Nord e la piana di Gioia Tauro a Sud. Antica terra di cultura greca, bellissima, con contrasti magnifici, dal lindo Mar Tirreno agli altopiani del Poro ai boschi delle Serre. Una natura incontaminata con succosi frutti e originali, cucina tipica, turisticamente di primo livello. Affacciata ad ovest sul Mar Tirreno, confina:
- a nord-est con la Provincia di Catanzaro,
- a sud-est con la Provincia di Reggio Calabria.

La provincia è stata costituita il 6 marzo del 1992, da una ripartizione del territorio precedentemente incluso nella provincia di Catanzaro (da cui ha avuto origine anche la Provincia di Crotone). L'Ente Provincia è stato ufficialmente costituito nel 1995, quando si sono tenute le prime elezioni per il Consiglio provinciale.
Dati
La provincia conta 50 comuni, 170.746 abitanti (l'8,5% della popolazione calabrese) e si estende per 1.139 kmq (il 7,6% del territorio calabrese).
Territorio
Fa parte del territorio provinciale il Lago dell'Angitola.
È attraversata dall'Autostrada A3.
Infrastrutture
Autostrade:
A3 per 41 km (da Nord a Sud: svincoli di Pizzo Calabro , Sant'Onofrio , Serre, Mileto )
Strade Statali:
SS18 (Napoli-Reggio Calabria)
SS19dir (Pizzo Calabro- Marcellinara )
SS110 (Ponte Angitola- Monasterace )
SS182 ( Vibo Valentia - Soverato )
SS522 (Pizzo Calabro- Tropea )
SS536 (Sant'Angelo- Taurianova )
SS606 (Sant'Onofrio-Vibo Valentia)
Ferrovie:
Asse tirrenico Napoli-Reggio Calabria (da Nord a Sud: stazioni di Vibo Valentia-Pizzo e Mileto)
Tronco tirrenico Lamezia Terme-Rosarno (da Nord a Sud: stazioni di Pizzo Calabro, Vibo Marina, Briatico , Zambrone , Parghelia , Tropea, Santa Domenica (Ricadi), Ricadi , Coccorino (Joppolo), Joppolo , Nicotera
Porti:
Tropea
Vibo Marina
Dotazione infrastrutturale:
- reti fognarie bianche e nere;
- rete elettrica;
- rete telefonica anche a fibre ottiche;
- piattaforma depurativa per liquami industriali e liquami speciali pericolosi;
- rete gas Snam;
- collegamenti viari all'interno dei lotti;
- pubblica illuminazione;
- area di interscambio gomma-rotaia;
- capannoni industriali di proprietà dell'ente per circa 4.000 mq coperti - dotati di tutti gli impianti e disponibili per implementazioni di attività produttive;
- superficie disponibile per lotti industriali: 2,5 ha;
Storia
In principio fu una area appartenente ai Bruzi che la denominarono Veip (da cui deriva "Vibo"), in seguito, fu colonia greca con il nome di Hipponion . Nel 192 a.C. i romani vi insediarono una colonia chiamandola Valentia e, successivamente, in epoca imperiale, Vibo Valentia. I bizantini provvidero a fortificarla ma i saraceni, verso il X secolo, la distrussero; Federico II di Svevia la ricostruì e ne cambiò il nome in "Monteleone" o "Monteleone di Calabria" che la città conservò fino al 1928, quando dopo cinque secoli, il ministro dei Lavori Pubblici Luigi Razza decretò di adottare nuovamente la denominazione romana di Vibo Valentia. Già al tempo dei Greci prima e dei Romani poi, eletta Municipio, conobbe una sua centralità strategica e politica, tanto che ebbe l'onore di ospitare Giulio Cesare, Ottaviano e Cicerone, che la ricorda nelle sue lettere. La costruzione della Via Popilia interessò la città che divenne un'importante stazione. La ricchezza di legname, fornito dall'entroterra, favorirà il sorgere presso il porto di industrie navali.

Fu una delle prime sedi episcopali, che Ruggero il Normanno trasferi nella sua Mileto. Nell'ottocento i Francesi la elevarono a capoluogo della Calabria Ultra e da allora fino a pochi decenni addietro fiorirono tanti mestieri, il cui ricordo è nel nome di strade (Via Forgiari, Via Chitarrari, Via Argentaria, ecc.) e di istituzioni come il Real Collegio Vibonese (l'ancora esistente Convitto Filangieri e il teatro Comunale, demolito incautamente negli anni '60). Sotto il Fascismo, per opera di Luigi Razza, giornalista, politico, deputato al Parlamento e Ministro dei Lavori Pubblici nel periodo fascista, che tra l'altro volle la costruzione del Palazzo del Municipio, eseguito in perfetto stile fascista, ebbe un grande rilancio nel campo dei lavori pubblici. Sfortunatamente non poté realizzare tutti i suoi progetti poiché morì in un incidente aereo in Egitto nel 1935. La città ne ha voluto onorare la memoria con un monumento, una statua bronzea, a figura intera, scolpita da F. Longo nel 1938, la quale si erge in Piazza Duomo su un alto piedistallo, sormontato da una stele recante in cima l'effigie marmorea della Vittoria alata. Un'altra effigie gli è stata riservata nel Palazzo del Municipio, a lui intitolato. Nel 1993 con la realizzazione di un solenne monumento, la città ha inteso onorare la memoria di un altro suo illustre figlio, Michele Morelli, grande patriota e martire del risorgimento.
Cultura
La mitologia racconta che là, dove l'aspro sperone del monte Ipponio si protende sul mare di Lampetia, la giovane dea Persefone-Kore, figlia di Zeus e di Demetra, fu rapita un giorno da Plutone che la costrinse a seguirlo nell'Averno su un carro trainato da cavalli furenti. Il padre Zeus dispose che trascorresse i mesi dell'inverno nell'Ade e i mesi estivi sulla terra. In quel luogo fu innalzato un tempio e le fanciulle dell'antica Veip, in primavera, vestite a festa, con la testa cinta di fiori, rendevano omaggio alla dea. Da vedere: il Duomo, in tipico stile barocco, con le porte in bronzo, opera di Giuseppe Niglia; il Castello , suggestivo impianto monumentale in cui sono ancora ben conservate alcune abitazioni in pietra ed antichi palazzi nobiliari.

Il Museo archeologico statale , dove sono raccolti reperti appartenenti a diverse epoche storiche, dalla preistoria all'età romana e greca; le rovine di " Hipponion " comprendenti le mura e alcune torri della vecchia città. La Certosa di Serra San Bruno , fondata da Brunone di Colonia tra il 1090 e il 1101 è il primo convento certosino in Italia e la seconda in Europa; Le rovine del castello di origine normanna ( XI secolo) ad Arena . Il Castello di Pizzo , dove venne rinchiuso e fucilato il Re di Napoli Giocchino Murat.
Prodotti Tipici
La cucina della provincia di Vibo Valentia è semplice e genuina ma caratterizzata dai sapori molto forti soprattutto per il largo uso del peperoncino.
Fra i primi piatti il più tipico sono i cosiddetti "fileja", pasta fatta in casa arrotolata su un ferretto o su un rametto di salice o bambù e poi condita con ragù. Dalla zona proviene il "sanguinaccio" una crema ottenuta con sangue di maiale cotto con noci, cacao e pinoli. Gastronomicamente parlando, la zona è molto conosciuta per gli insaccati, fra cui la prelibata "nduja" di Spilinga, per la famosa cipolla rossa di Tropea, il formaggio Pecorino del Poro, per l'olio extravergine d'oliva e i vini, tra i quali si segnala lo Zibibbo, un bianco prodotto a Pizzo e Briatico.
Per quanto riguarda i dolci, il tartufo di Pizzo rappresenta uno dei fiori all'occhiello della cucina calabrese. Di notevole importanza anche l'artigianato locale, come i manufatti in terracotta.

