Lavoriamo per l'istituzione della “Azienda Speciale Camerale” per la programmazione e gestione dei porti della provincia di Vibo Valentia!
Un’Azienda speciale camerale (A.S.PO.) per gestire e programmare il futuro sviluppo del sistema portuale vibonese. È la proposta lanciata dalla Consulta Economica Portuale Santa Venere alla Camera di commercio di Vibo Valentia (individuato dalla legge come soggetto attuatore) - col coinvolgimento di tutte le istituzioni locali (Comune, Provincia, Regione, Csi e associazioni di categoria) - allo scopo di promuovere, partendo dal porto di Vibo Valentia, nuove politiche di rilancio per l’attività portuale e marittima di tutta la nostra provincia.
La proposta nasce sulla scorta del dibattito scatenatosi di recente dopo l’annuncio del Governo di ridurre a cinque le Autorità portuali sul territorio nazionale. Un processo che, se attivato, porterebbe ad un’ulteriore centralizzazione e, quindi, ad un allontanamento dal contesto locale della capacità di programmazione territoriale.
L’azienda speciale è una soluzione che tende sopratutto a snellire, ovvero a rendere più agile ed efficace, la gestione integrata dei porti su territorio regionale rispetto alle numerose competenze convogliate nell’Authority di Gioia Tauro. Un organismo sempre più impegnato nello studio delle enormi potenzialità di sviluppo del suo terminal container e, al contempo, “prigioniero” dei forti condizionamenti di carattere ambientale esercitati dal territorio di riferimento, così come svelato da recenti inchieste della Dda reggina. Questioni ataviche che hanno comportato un drastico rallentamento nell’azione di rilancio degli altri porti calabresi (Corigliano, Crotone – che da circa due anni aderiscono a questo “farraginoso” sistema di controllo e gestione dell’attività marittima – Reggio e Vibo Valentia).
Stallo che la provincia vibonese non può di certo permettersi ora che ci si sta adoperando per la messa in sicurezza dello scalo portuale, l’ampliamento del suo bacino, e la redazione di un moderno Piano Regolatore del Porto.
È quindi da subito utile precisare che l’azienda speciale avrà il compito di integrare la sua azione sulla scorta della programmazione regionale, senza mai pensare, in alcun modo, di sganciarsi da essa. Si tratterà solo di poter disporre di un organo di gestione molto più vicino alla realtà locale, dotato di quel pragmatismo necessario all’azione di rilancio e di governance che essa richiede. Il 2010 è alle porte: il Mediterraneo sarà area di libero scambio. Con questo strumento, il territorio, potrà decidere in che modo diventarne protagonista.
Del resto, è la stessa normativa che istituisce le autorità portuali su territorio nazionale, la legge numero 84 del 28 gennaio 1994 (e successive modifiche), a riconoscere agli Enti camerali il ruolo di programmazione, di coordinamento e di promozione delle attività portuali. Niente di astruso o di irrealizzabile quindi.
Presa coscienza di questa opportunità, è dovere di tutti i rappresentanti istituzionali locali concentrare, quantomeno, la loro attenzione verso di essa per pensare davvero ad un’idea concreta di sviluppo del territorio. I margini di crescita sono ampi. Non si tratta solo di gestire i movimenti commerciali, ma tutto ciò che è connesso all’economia marittima: dai trasporti alla diportistica. L’azienda speciale, infatti, entro le norme del codice civile, può partecipare assieme ad altri soggetti pubblici e privati (organismi associativi, enti, consorzi e società) alla realizzazione e alla gestione di strutture ed infrastrutture di interesse economico generale del comprensorio di pertinenza (sia del pubblico demanio marittimo, che della proprietà privata).
L’articolo 14 della stessa legge, inoltre, per sostanziare il ruolo specifico assegnato alle A.S.PO., richiede l’elaborazione di un Piano operativo triennale (Pot) che, con visione strategica, contenga le indicazioni dei progetti di sviluppo delle attività e degli interventi infrastrutturali, utili alla crescita del nuovo sistema portuale. In proposito è utile sottolineare che è prerogativa dell’Azienda speciale, elaborare e proporre, d’intesa con gli Enti competenti, le opportune modifiche al Piano regolatore portuale con le strategie di sviluppo.
La mission principale dell’A.S.PO. sarà quella di mettere in rete tutte le strutture portuali e marittime della provincia di Vibo intendendole come un unico “Sistema Portuale”, in cui ogni porto assumerà delle proprie caratteristiche a livello commerciale, nel rispetto del ruolo che il panorama produttivo locale e sub-regionale ha attribuito (o attribuirà) al singolo porto. Equilibrio e sinergia per diversificare le attività marittime e portuali del territorio dunque. Da esperienze già avviate in Italia nei porti di Chioggia, Agrigento e Monfalcone è stato appurato come attraverso l’ASPO sia possibile evitare il declino di un porto gestito dallo Stato a livello centrale (senza cioè una struttura locale di gestione) come avviene ad esempio con le Autorità.
Spesso si riscontra in questi soggetti la forte presenza della burocrazia centrale che, per sua natura - considerata la distanza che la caratterizza rispetto le necessità del territorio di riferimento - non può cogliere le peculiarità e i cambiamenti esterni che ruotano attorno alle strutture portuali. Il risultato, il più delle volte, è una condanna inesorabile a una parabola discendente che non lascia scampo.
In sintesi, ciò che si chiede di centrare con il seguente intervento è di far cogliere le enormi potenzialità di questo strumento, unicamente al servizio del territorio, ai diretti interessati. Soprattutto, nei confronti della Camera di commercio di Vibo Valentia che dovrà gravare su di sé l’ardua funzione di soggetto attuatore del progetto.
Un ruolo che richiederà convinzione, tenacia e perseveranza nei confronti della politica locale - ma anche di quella regionale e nazionale - nella piena convinzione di costruire il futuro del territorio con le proprie mani.
Per tale ragione invitiamo la S.V. ad essere tra i sostenitori della proposta sin dalle sue prime fasi iniziali, riservandoci di indire a breve un incontro partecipato durante il quale verranno esposti iter, strategie e potenzialità di un percorso virtuoso per lo sviluppo dell’intera nostra provincia.
In attesa, cordiali saluti
Il Consiglio di Rappresentanza
Consulta Economica Portuale Santa Venere

